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Il laboratorio si occupa fin dalla sua costituzione, per finalità didattiche, di ricerca e di servizio al territorio, dell'effettuazione di misure atte a stabilire il comportamento dei materiali da costruzione e delle strutture nei quali essi vengono impiegati. Come accade in ogni laboratorio, a causa della naturale evoluzione delle apparecchiature e delle metodologie di prova, nel corso degli anni alcune strumentazioni sono state tolte dall'utilizzo corrente per lasciare posto ad altre maggiormente rispondenti alle esigenze del laboratorio. Invece di allontanarle dalla struttura, in quanto obsolete, si è deciso di mantenerle in carico in attesa della possibilità di valorizzarne gli aspetti storico – didattici. Si è venuto a formare, così, un piccolo patrimonio tecnico – storico che attualmente è parzialmente disponibile per una visita guidata. Le apparecchiature costituenti questo piccolo circuito espositivo sono distribuite tra il secondo piano dell'edificio C9 e l'interno del laboratorio (primo piano), nell'intento di integrare per quanto possibile lo storico con le apparecchiature in uso, in modo da evidenziare le analogie e le diversità nei principi ispiratori e di funzionamento. Vi sono due tipologie di elementi esposti, cioè le apparecchiature di prova, ovvero macchine che sono in grado di applicare delle sollecitazioni agli elementi sotto esame restituendo dei valori da confrontare con termini di riferimento, e le apparecchiature di misura, ovvero strumenti di misura elettrici, ottici o meccanici, centraline di acquisizione, condizionatori di segnale.
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Tra le apparecchiature utilizzate per la verifica del comportamento dei materiali spicca per la sua forma particolare una macchina universale di prova da 25000 kg di fondo scala risalente alla fine dell'800, di produzione Tinius Olsen & Co. (Philadelphia), non più in uso, ma ancora perfettamente funzionante. |
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Questa macchina è inserita nella struttura del laboratorio e rappresenta, assieme alla sua vicina, una macchina universale di prova da 5000 kg di fondo scala risalente agli inizi del 1900, di produzione Officine Galileo (Firenze), l'antenata delle macchine di corrente uso che le fanno da cornice. |
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Oltre a queste, vi sono delle apparecchiature di prova da banco, di dimensioni conseguentemente più ridotte, che venivano utilizzate per la valutazione delle caratteristiche dei cementi ovvero per prove di deformabilità, prove di presa (ago di Vicat ad orologeria) e prove di flessione degli stessi. La maggiore varietà di forme è dovuta, però, alla presenza di strumenti di misura. |
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Questi si presentano sotto forma di: |
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· estensimetri (misuratori di deformazione) elettrici prodotti dal 1950 circa in poi, disposti con l'intenzione di evidenziare, per quanto possibile, l'evoluzione della tecnologia costruttiva degli stessi affiancandoli alle apparecchiature che venivano utilizzate per la lettura dei segnali da essi prodotti; |
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· estensimetri meccanici prodotti a partire dal 1950;
· estensimetri induttivi con relative apparecchiature di acquisizione; · estensimetri ottici; · accelerometri; · clinometri.
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Oltre a ciò è presente una raccolta comprendente un'esemplificazione dei risultati fisici relativi alle prove effettuate all'interno della struttura: a tale scopo vengono conservati i campioni di particolare interesse didattico. |
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