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Peli e spine

Peli: alcune piante sono completamente glabre, cioè prive di peli su foglie, fusti e parti fiorali. Altre invece sono munite di peli, per cui alcune delle loro parti possono essere semplicemente pelose (un termine generico che indica la presenza di peli), pubescenti (ricoperti di peluria breve e fitta), tomentose (con fitta peluria cotonosa) o lanose (con peli lunghi e flessuosi, come la lana). Forma e dimensione dei peli possono essere importanti per l'identificazione. I peli possono essere unicellulari (costituiti da una sola cellula, quindi continui, non articolati) o pluricellulari (costituiti da più cellule e quindi, se osservati al microscopio, divisi in articoli). I peli possono essere semplici (non ramificati), piumosi (con brevi ramificazioni laterali) o stellati (ramificati a forma di stella). Alcuni peli semplici possono essere uncinati all'apice, dando alla pianta una consistenza ruvida al tatto. Nel genere Urtica i peli sono fragili e ripieni di una sostanza urticante (peli urticanti). Alcune piante sono provviste di peli ghiandolari: si tratta di ghiandole portate da lunghi peduncoli simili a peli ingrossati all'apice a mo' di spillo.
Spine: le spine hanno diversa origine: alcune derivano dai fusti, altre dalle foglie, altre ancora da parti delle foglie, come il margine fogliare a tratti ispessito e trasformato in spina. In queste chiavi il termine "pianta spinosa" si riferisce a qualsiasi pianta che risulti pungente al tatto, con una sola eccezione: i peli silicizzati di alcune Boraginaceae, che, nonostante il loro effetto "pungente", non appaiono nemmeno al profano come vere e proprie "spine".

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