Caccia al Tesoro Botanico
al Giardino Scotto di Pisa
Internet Festival 2013 - Pisa

Pier Luigi Nimis, Andrea Moro, Lorenzo Peruzzi
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Foto di Andrea Moro

Caccia al Tesoro Botanico è una guida, disponibile anche come app per smartphone e tablet, creata dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste (Progetto Dryades) in occasione di Internet Festival 2013 e utilizzata per l’organizzazione di una caccia al tesoro presso il Giardino Scotto di Pisa, città sede della manifestazione.
Il Giardino Scotto, che si trova al centro dei bastioni della Cittadella Nuova, progettata dall'architetto fiorentino Giuliano da Sangallo, fu realizzato agli inizi del XIX secolo da Giovanni Caluri per l'armatore livornese Domenico Scotto. La famiglia Scotto, dopo aver acquistato, nel 1798, la fortezza che Pietro Leopoldo di Lorena aveva messo in vendita, diede avvio ai lavori per la costruzione di un palazzo corredato da un ampio spazio verde. Il gigantesco platano che troneggia in mezzo al giardino fu piantato in occasione di uno spettacolo teatrale di Carlo Goldoni. Negli anni ‘30 del secolo scorso, l'area divenne giardino pubblico comunale ed è ancor oggi usata per mostre, rappresentazioni teatrali, concerti e come cinema all'aperto in estate. Nel 2008 il Giardino è stato in gran parte ristrutturato con un rinnovamento del suo arredo.
Il gioco Caccia al Tesoro Botanico si basa sull’identificazione delle piante legnose attraverso l’utilizzo di guide semplificate, consultabili da dispositivi mobile.
L’attività si rivolge generalmente a classi di 20-25 bambini, ma può essere svolta anche con gruppi meno numerosi e differenti per età.
La caccia al tesoro si articola in cinque fasi.
1) Ai ‘cercatori’ viene consegnata una mappa dell’area in cui si svolge la ‘caccia’, sulla quale è segnata la posizione di 10 piante con altrettanti pallini colorati. Su ciascuna pianta è stato apposto un cartello numerato.
2) Viene consegnato anche un dispositivo mobile con la versione interattiva della guida (in genere uno ogni 3 bambini, che lavoreranno in gruppo).
3) Per comprendere il significato delle chiavi dicotomiche e il funzionamento del dispositivo mobile, si identifica collettivamente una prima specie con l’aiuto di un insegnante/animatore. A quel punto si dà inizio al gioco.
4) A partire dal fischio di inizio, le squadre hanno 30 minuti di tempo per trovare le piante munite dei cartelli numerati (orienteering) e per identificarle. Appena un gruppo pensa di aver identificato una specie, corre dall’insegnante: se l’identificazione è corretta può passare a un’altra specie, altrimenti deve tornare indietro e cercare di capire l’origine dell’errore.
5) Al termine dei 30 minuti un fischio richiama tutti i gruppi al punto di partenza, dove viene proclamato il gruppo vincitore (quello che ha identificato il maggior numero di specie).
La creazione di una chiave del genere non è semplice e richiede un’accurata scelta delle piante da includere, dei caratteri da usare per l’identificazione e del linguaggio utilizzato nella guida.
Le piante devono essere tutte presenti in un’area in cui sia possibile seguire i bambini, devono possedere caratteristiche diverse che non richiedano l’osservazione di caratteri troppo ‘difficili’ e devono essere facilmente accessibili senza comportare danni alle aiuole.
La terminologia deve essere semplice e il testo di ciascuna dicotomia deve essere breve (per favorire i bambini più piccoli che hanno appena imparato a leggere). I caratteri distintivi vanno adeguatamente illlustrati, per far comprendere in maniera intuitiva il significato dei testi.
Questa guida, creata appositamente per la città di Pisa, le sue scuole, i suoi abitanti e i suoi visitatori, permetterà loro di utilizzare il Giardino Scotto anche in futuro, come ‘laboratorio all’aperto’ per attività ludico-didattiche centrate sulla scoperta della biodiversità.



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